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Introduzione al fermodellismo

Introduzione al fermodellismo

di Andrea F.Ferrari

“RIVAROSSI – L’evoluzione dei primi modelli delle FF.SS.” (2015)

La storia del fermodellismo italiano nasce nell’immediato secondo dopoguerra ad opera di svariate piccole ditte, principalmente dislocate nel Nord Italia, fondate da amanti del settore, ex ferrovieri e/o ingegneri tutti dediti alla miniatura e alla passione per i treni. Di queste solo poche saranno capaci di conquistarsi una posizione di rispetto e rinomanza a livello nazionale prima, europeo (e mondiale) poi. Restringendo il campo ulteriormente, si può senz’altro affermare che tra le pioniere fu Rivarossi ad accaparrarsi il primo gradino del podio tanto per qualità quanto per affidabilità – e realismo – accompagnata per un discreto lasso di tempo dalla milanese Conti Co.Mo.G.E. e dall’inizio degli anni ’60 dalla, per certi versi, rivale vicentina Lima.

Al giorno d’oggi la stesura di una catalogazione per alcuni modelli, principalmente e ovviamente i più datati, potrebbe comportare un arduo e lungo lavoro date le poche informazioni ancora reperibili, sia per la documentazione cartacea che per la memoria dei protagonisti (anch’essi molto datati) che, di fronte a certi interrogativi, è spesso messa a dura prova.

In particolare, nel tema Rivarossi, per ricostruire la storia di un modello la consultazione dei cataloghi dell’epoca è certamente indispensabile ma non ci si può affidare ciecamente su questi ultimi (ad esempio l’analisi delle E626 RR ne è la riprova), dal momento che una caratteristica dell’epoca, per ottimizzare i costi, era ripetere la foto del modello lanciato per la prima volta sul mercato nel corso degli anni, ritoccandola o no, mentre nella realtà il modello poteva subire notevoli cambiamenti anno dopo anno. Un aiuto a questo proposito può essere rappresentato dalle immagini dei convogli proposti in set che cambiavano nelle composizioni all’incirca ogni anno. Questo è un metodo abbastanza efficace di comprensione anche se non sempre segue una logica rigida (come nessun dettaglio in questi primi anni di vita per Rivarossi come per altre ditte).

Tutte le notizie e le informazioni citate nei testi del sottoscritto sono state vagliate alla luce di testimonianze dirette di collezionisti esperti, ex dipendenti, usufruite dalla consultazione di cataloghi, opuscoli, lettere originali dell’epoca, listini prezzi ed infine anche dall’analisi diretta di un vasto numero di modelli, sia personalmente che in via telematica.libro-rivarossi_ferrari-2015

 

In particolare, il testo risultante analizza l’origine della produzione rivarossiana ed in particolare l’evoluzione stilistica dei primi sei modelli (A2002-An1-Le626-Le424-L691-L221), strettamente italiani, di locomotive prodotte tra il 1945 e il 1960 circa, ovvero la prima produzione in bachelite. Questa precisa e ristretta scelta nasce, oltre che da una personale passione/amore per i rotabili (reali) nostrani, anche per il fascino e l’attrazione del Made in Italy del secolo scorso.

Per ognuno di questi modelli è disposta una apposita sezione corredata di fotografie e immagini da catalogo originali.

 “E 424 H0” (2016)e424-h0

Il testo passa in rassegna tutti modelli di E424 prodotti in scala 00/H0 in più di cinquant’anni, dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri, ad opera di ditte italiane ed europee. Il libro inizia dalle origini a ridosso del periodo post bellico con il massiccio, veloce e indistruttibile “Conti Co.Mo.G.E.”, seguito a distanza di pochi anni dal più rifinito “Rivarossi”. Entrambi i modelli domineranno quasi tutti gli anni ’50 – Rivarossi proporrà il suo E424 per più di trent’anni in scala 1:80 – e sul finire del decennio saranno accompagnati dalla realizzazione austriaca di “Kleinbahn” e da quella di “Favero”.

Con gli anni ’60 il boom investe anche la cara E424, apprezzata così anche dalla tedesca “Marklin” che ne propone un’ottima versione in quanto a resa e prestazioni, destinata ad un buon riscontro commerciale.

Il modello germanico sarà seguito a ruota dalla neo arrivata casa vicentina con la sua mitica E424-143 “Lima”, detentrice di un indiscusso successo per molti anni, venendo proposta in varie versioni fino all’ultima cardanica e super dettagliata.

Breve parentesi fu quella di una riproduzione del prototipo reale – analogamente all’antenata Conti – da parte della romana “Bettiart” intorno agli anni ‘70/’80.

Infine, con il nuovo millennio si è avuto il ritorno di Rivarossi, nell’odierna proprietà inglese (Hornby) e anche il debutto di Acme, di recente cimentatasi nella riproduzione di un paio di versioni della E424.

“E 626 H0” (2016)

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Questo volume, trattando l’evoluzione del modello riprodotto in scala “00” (prima) e “H0” (poi), analogamente al precedente, non può non avere inizio con la veterana comasca di Rivarossi. Sebbene possa apparire oggi lontana dalla realtà per gli odierni criteri, alla fine degli anni ’40 e per tutti gli anni ’50/’60 la E626 di Rivarossi costituì la prima ed unica riproduzione modellistica di questa locomotiva, dalla sofisticata struttura interamente in bachelite, dotata di illuminazione e dettagli in metallo, proposta e riproposta nelle più innumerevoli versioni e varianti nelle le “Serie colorate” e per il Mercato Estero, spingendosi fino ai primi anni ’60 anche in edizione speciale limitata con cui cesserà prematuramente la sua produzione.

foto-libro_rivarossiPer quasi vent’anni il mondo modellistico rimarrà “a mani vuote” in tema di E626, “quasi dimenticandosene”, non nutrendo speranze in una nuova versione rivarossiana. Una scossa a questa situazione di stallo verrà proprio dal secondo e rivoluzionario produttore della nostra E626: Roco. Alla stregua di una bomba inaspettata, nel 1980, la casa austriaca sbaragliò il mercato con un modello molto dettagliato e sofisticato anche nella meccanica, introducendo di forza la scala “esatta” 1:87 anche in Italia.

Roco conquisterà il mercato italiano producendo più di trenta versioni diverse di E626 in circa vent’anni, mantenendo sempre il medesimo stampo e struttura.

Anche sul versante artigianale non sono mancate, relativamente in tempi recenti, realizzazioni della E626 tra le quali spicca la recente opera di Big-Models MdF che ha svolto un ulteriore “upgrade” nel mondo modellistico del nuovo millennio.

Ma non si è parlato solo di MdF…

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(Chi volesse contattare l’autore, scriva a info@scienzapratica.it)

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