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Frequenza di rete a 50Hz

Frequenza di rete a 50Hz

È di questi giorni la notizia che la frequenza della rete energetica europea, che notoriamente è fissata a 50 Hz, negli ultimi tempi ha subito diverse significative oscillazioni, tanto da dare dei problemi a tutti i dispositivi che ad essa si affidano per la propria temporizzazione, come alcuni orologi ancora in circolazione o qualche strumento di misura. A parte la considerazione che qualunque apparecchiatura sensibile alle variazioni di frequenza è ormai quarzata e quindi indipendente dalle fluttuazioni della rete, è interessante però cercare di capire come può accadere un fenomeno del genere, soprattutto proseguendo nella lettura del comunicato stampa che ha allarmato gli organi di informazione di tutta europa.

È infatti detto (bit.do/50Hzpress) che il problema è stato causato dalla disputa energetica tra due stati membri dell’organizzazione di regolazione della rete dell’energia, denominata Entsoe , ovvero dal fatto che un calo di produzione di energia del Kosovo non è stato, per ripicche politiche, adeguatamente coperto dalla produzione della Serbia, come invece fino ad ora è sempre avvenuto.

Questi squilibri di produzione energetica hanno così influenzato la stabilità della rete nel suo complesso, creando variazioni significative alla frequenza di rete e accumulatesi nel tempo nei dispositivi che ne fanno uso.

Ciò che ci ha incuriosito è il motivo tecnico di tale scostamento in frequenza, dato che agli occhi di un profano può apparire ben strano che un calo della produzione di energia, non compensato, possa avere ripercussioni sulla frequenza.

La risposta è molto articolata e non è certo facile. Come ci si può aspettare, infatti, la rete di distribuzione dell’energia è ormai regolata da eccezionali sistemi di protezione e sicurezza, ma soprattuto di contrasto immediato ad ogni piccola variazione nella stabilità dei parametri, stabiliti tecnicamente e per legge.
Quando c’è un transitorio di assorbimento sulla rete, i generatori a monte (in generale le turbine più o meno mosse da fonti diverse) subiscono una brevissima sollecitazione che si ripercuote sulla cinetica di funzionamento, sballando così i precisissimi valori imposti. I circuiti di regolazione, complessi e ridondanti, provvedono nel giro di qualche istante, ma comunque la variazione rimane nello storico delle fluttuazioni e a lungo andare anche l’utenza sensibile al problema ne risente. Addirittura si parla di sei minuti d’errore sui dispositivi del tipo orologio presso gli utenti, come conseguenza delle oscillazioni di questi ultimi mesi da inizio d’anno.

Per approfondire, un documento interessante ed esaustivo lo troviamo pubblicato da Terna, il gestore della rete nazionale. In esso troviamo scritto:

“In un sistema elettrico, ogni squilibrio tra generazione e fabbisogno in potenza causa un transitorio in cui, nei primi istanti, si verifica una variazione dell’energia cinetica immagazzinata nei motori e negli alternatori connessi e in esercizio. L’effetto evidente è una variazione di frequenza rispetto al valore nominale.

Nei secondi successivi alla variazione di frequenza, i regolatori di velocità delle unità di produzione agiscono automaticamente, ed in maniera autonoma l’uno dall’altro, sulla potenza generata dai rispettivi motori primi ad essi asserviti con una azione che modifica la potenza elettrica in modo da ristabilire l’equilibrio tra la potenza generata ed il fabbisogno. L’azione dei regolatori permette di contenere la variazione di frequenza, ma non ne ripristina il valore nominale.”

Mentre un visualizzatore in tempo reale delle variazioni di frequenza lo troviamo QUI.

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